Enrico Chiari

Elementi di chimica digitale

Elementi di chimica digitale

Prima di fidarmi dei tuoi servizi, io mi devo fidare di te. E se non ci siamo mai incontrati, mi devi far venire la voglia di conoscerti dal vivo.


Una delle lezioni comunicative che ho imparato in questi anni è l’importanza fondamentale della chimica digitale nei rapporti interpersonali.

Nelle interazioni professionali online, non ci sono regole assolute. Ci sono solo certi errori clamorosi, che continuiamo a ripetere quando supponiamo che il mondo online sia separato da quello offline.


Solo che sono mondi ultra-connessi.


Parto da un dato di fatto.

Diverse persone che seguo digitalmente o con cui interagisco spesso, non vivono vicino a me. La connessione wi-fi mi porta quasi ogni giorno in regioni diverse d’Italia.

Se domani volessi andare fisicamente a trovare Giuseppe, dovrei prendere l’aereo. Se volessi incontrare Roberto, dovrei fare quasi 7 ore di treno. E se fossi in procinto di progettare qualcosa “a carta e penna” con Cristiana, avrei 5 ore di auto.

 

Movimenti digitali  

Nonostante la distanza fisica, c’è comunque una vicinanza emotiva tra noi, che è frutto di:

  1. Valori comuni
  2. Modalità comunicative convergenti
  3. Interazioni curiose
  4. Sincerità

Anche se è vero che questi rapporti si fortificano grazie al digitale, non nascono dal digitale. Nascono dalla fiducia umana reciproca che si coltiva nel tempo.

La chimica digitale ci porta a porre attenzione ai “movimenti digitali” delle persone che seguiamo.

Siamo interessati a leggere cosa pubblicano, a vedere quali post commentano, a sbirciare quali persone li taggano, a scoprire qual è l’ultimo libro che hanno letto, a sapere come stanno affrontando questa pandemia.

 

Le segnalazioni 

Da quella stima e da quella fiducia tra noi (A) e gli altri (B), possono poi nascere due cose: le segnalazioni e le proposte di collaborazione.

Fare una segnalazione significa che noi (A) ci prendiamo la responsabilità di indicare a un terzo soggetto (C) che la soluzione di un problema potrebbe stare nelle capacità umane-relazionali-tecniche di B.

Ci sono diverse sfumature di segnalazione. Eccone alcune:

  1. “Credimi, lui è la persona che cerchi”
  2. “Sai che lei potrebbe fare al caso tuo?”
  3. “Ho un nome per te, poi vedi tu”
  4. “Ce l’ho! Ce l’ho! Poi mi paghi una pizza…”

 

Le proposte di collaborazione

Fare una proposta di collaborazione, invece, significa proprio invitare a una danza. Noi siamo A e vogliamo danzare. E così invitiamo B.

Potrà essere un valzer, una polka, un sirtaki, una pizzica, un tango. Nel concreto potrebbe essere una puntata di un podcast, una breve intervista online, la presenza in un webinar dove diamo un contributo specifico.

Altre volte potrebbe essere la partecipazione ad un evento dal vivo, la progettazione di un percorso formativo, la co-creazione di un format digitale.

Certo, potrà essere sciagurato, discreto o anche entusiasmante. Ma lo scopriremo solo ballando.

 

Le quattro capacità 

Se penso alle persone con cui in questi anni ho instaurato una chimica digitale, trovo delle caratteristiche che appaiono sempre.

La loro comunicazione è accurata e rispettosa. L’ironia è molto spesso “a portata di mano”. La condivisione di informazioni è spontanea.


E poi hanno quattro capacità costanti.


Quatto capacità che si studiano sui libri di Università ancora da inventare.

Quella di fare domande per sapere di più, non per sperare di aver ragione.

Quella di saper argomentare le proprie opinioni, senza imporre pensieri dogmatici.

Quella di evitare accuratamente la caciara in piazza.

Quella di raccontare gli errori commessi (e pure le merde pestate).

Foto principale: Vittorio Rainone


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